Cosa sapere sui coloranti alimentari?

Cosa sapere sui coloranti alimentari?

Cosa sapere sui coloranti alimentari? Spesso, quando andiamo al supermercato a far la spesa, prestiamo poca attenzione alle etichette dei prodotti, e li compriamo per il marchio, che è conosciuto, oppure per il sapore che abbiamo apprezzato.

Da non sottovalutare poi, chiaramente anche il packaging, ovvero la confezione, studiata appositamente per catturare la nostra attenzione e stimolarci all’acquisto. Molti dei prodotti che vengono venduti nei supermercati, però, contengono coloranti alimentari, ovvero dei composti chimici organici o inorganici che vengono utilizzati per modificare il colore di un prodotto alimentare.

I coloranti possono essere anche artificiali, come nel caso dei coloranti indicati con la sigla E100 – E199 all’interno delle etichette dei prodotti. Fra i coloranti vegetali, minerali e sintetici possiamo trovare:

  • E141 è il bianco gesso
  • E171 è il bianco di titanio
  • E142 è il blu antoncinanina
  • E132 è il blu indaco
  • E160b è il giallo pallido del burro e dei formaggi
  • E160a è l’arancio del beta carotene
  • E103 è il giallo oro
  • E151 è il nero brillante
  • E120 è il rosso cocciniglia
  • E142 è il verde brillante
  • E181 è il tannino

Questi sono solo alcuni dei coloranti presenti negli alimenti che siamo abituati a comprare al supermercato.

Quello che ci si chiede è se questi coloranti alimentari siano tossici o meno, ed alcuni siti hanno stilato delle vere e proprie tabelle in cui spiegano quali sono i coloranti tossici e quali quelli non tossici.

Di certo l’E102 è vietato in Svizzera ma ammesso in Europa, l’E103 è vietato dal 1977, l’E104 è vietato in USA, Giappone e Norvegia ma è ammesso in Europa, l’E105 è vietato.

L’E120, noto come cocciniglia, viene estratto dai corpi essiccati delle femmine di coccinella americana, e contiene fino al 10% di acido carminico. Viene utilizzato come colorante di molti aperitivi ed è generalmente sconsigliato ai bambini, sopratutto se asmatici ed allergici, purtroppo però si trova in prodotti farmaceutici, sciroppi, pastiglie, caramelle, gelatine, salumi stagionati, prodotti da arrosto ed è ammesso in Europa.

E’ evidente che i coloranti alimentari non hanno nessun valore nutritivo, vengono invece utilizzate proprio per dare una caratteristica cromatica o per esaltare il colore di un prodotto e conferire così un aspetto più invitante.

L’obiettivo, in pratica, è ancora una volta incrementare interesse e gradimento dei consumatori che vengono attirati dal colore: l’aranciata deve essere arancione, il burro giallino ed il tuorlo arancione, vero?

Fortunatamente sembra sia proibito addizionare coloranti al latte, yogurt, uova, acqua minerale, carne, pollame, selvaggine, farina, pane, pasta, miele, succo di frutta, concentrato di pomodoro.

Le categorie di maggior utilizzo invece sono quelle delle bevande analcoliche, dei dolciumi e dei prodotti da forno (inclusi gelati, pasticcini e prodotti di confetteria).

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