Dieta sbagliata, quando un errore ti costa caro

sovrappeso

Durante le feste si mette in preventivo di prendere qualche chilo, ma poi buttarlo giù può essere davvero complicato. Si ricorre così a molte diete, alcune reperite su internet, senza aver eseguito nessun esame medico o visita, altre scritte da un vero dietologi. Purtroppo però anche in questo caso, delle volte, si corre il rischio di seguire un regime alimentare che, se non ben ponderato, può essere molto nocivo per la tua salute, come nel caso che stiamo per raccontare.

Dieta sbagliata data dal dietologo, se anche il professionista sbaglia

Questa vicenda ha come protagonista una donna di 37 anni, apparentemente senza alcun problema se non un medio sovrappeso. La donna, infatti, per ritrovare una buona forma fisica, doveva perdere circa una quindicina di chili, quindi non un numero eccessivo. Tuttavia, poiché conosceva molto bene i rischi delle diete fai da te, Susanna, usiamo un nome di fantasia, aveva preferito rivolgersi a un professionista, confidando di ritrovare la forma fisica che aveva perduto in seguito alla gravidanza.

Durante i nove mesi di gestazione, infatti, la donna aveva preso 19 kg, un peso decisamente eccessivo e che non era calato di molto nemmeno in seguito alla nascita del bambino. Una volta partorito, quindi, la donna aveva voluto rimettersi in forma, e dal momento che stava allattando al seno il bambino, non voleva compiere passi falsi. Una sua cara amica, quindi, le aveva fatto il nome di un dietologo a cui appunto la donna si era rivolta speranzosa.

Nessuna visita, è un rischio

dietaDurante il primo colloquio col professionista, il dietologo l’aveva solo pesata e fatta una breve anamnesi. Nessuna richiesta di esami ematici, nessuna visita. Le aveva così prescritto una dieta che contemplava anche l’utilizzo di prodotti alimentari brevettati dal dietologo. Il costo tuttavia non era eccessivo e quindi la donna si era convinta a intraprendere questo percorso. La dieta prevedeva un largo consumo di carboidrati e pochissime proteine, oltre appunto all’utilizzo dei suddetti prodotti. Dopo nemmeno un mese la donna aveva perso quasi 9 kg. Ci si può facilmente immaginare la soddisfazione e la voglia di proseguire.

Dopo un ulteriore mese di dieta, però, erano iniziati i problemi. La donna lamentava forti mal di testa, cefalee, debolezza, sudorazione, tachicardia. Ovviamente non riusciva a spiegarsi la cosa dato che comunque la quantità di calorie giornaliere non era scarsa. Si era quindi recata dal dietologo che aveva imputato il malessere all’allattamento. Al compimento del quanto mese di allattamento, la donna era stata invitata a interrompere l’allattamento naturale al seno. Suo malgrado, Susanna, aveva dato retta al dietologo convinta che fosse la scelta migliore per la sua salute.

Nessun miglioramento

Dopo l’interruzione dell’allattamento, però, non si era registrato nessun miglioramento, non solo, le condizioni della donna erano peggiorate fino a richiedere un ricovero d’urgenza dopo un collasso. Dopo accurati accertamenti si era scoperto che la donna era diabetica e il sovraccarico di zuccheri aveva messo a serio rischio la sua salute. Fortunatamente, grazie all’intervento dei medici dell’ospedale le sue condizioni si erano ristabilite rapidamente. Interrotta definitivamente la dieta, la donna si era rivolta a un avvocato per capire se vi fossero gli estremi per la richiesta del risarcimento per il danno subito. La risposta era stata affermativa e la donna ha ottenuto un congruo risarcimento.

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