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Ma Genova non è solo BWD

C’è molta carne al fuoco il 6 e 7 giugno a Genova, se siete amanti del mangiare e bere bene.

Si inizia il 6 mattina, con la Vinix Unplugged Unconference (#vuu), una non conferenza sui temi del vino, del cibo e dell’interazione on line. Inizio alle 11, per finire alle 19, con l’ultimo intervento lasciato al sottoscritto, dal titolo “Schiscio è bello: i pericoli del Web 2.0″. Il programma è ricco e stimolante. Davvero.

La sera la cena, a Villa Spinola, con tante chicche da non perdere. Costa 55 euro e ci si prenota on-line (come per la vuu). Prima della cena ci sarà anche la prima edizione del Garage Wine Contest (#gwc), concorso fra vignaioli dilettati, con il papà di tutti i garagisti Luca Risso.

Il giorno dopo, lunedì 7, avrà luogo invece Terroir Vino (#terroirvino), la manifestazione di TigullioVino che ogni anno riunisce a Genova una selezione di produttori e vini individuati negli anni dalle commissioni degustatrici del portale. Proprio durante Terroir Vino si svolgerà anche il Baratto Wine Day (#bwd). Ma questo ce lo siamo già detti.

E poi ci sono le iniziative carbonare. Ma quelle le dovete cercare su twitter.

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Il Bignami del BWD

bignami“Qualcuno verrebbe a un Baratto Wine Day?”

Inizia tutto da questo tweet di molto tempo fa. All’inizio era una boutade, ma, con mio grande stupore, l’accoglienza che questa proposta ebbe fra i miei compagni di merende twitter fu molto calorosa.

Il passo successivo lo devo a Filippo Ronco, che mi chiese se volessi presentare l’idea alla sua spettacolare VUU (Vinix Unplugged Unconference – ci sarebbe anche un Open in mezzo, ma preferisco omettere). Un po’ tentennante dissi di sì, e così mi ritrovai a Genova a esporre la mia idea di fronte ad amici vecchi e nuovi. E di nuovo arrivarono i complimenti e gli attestati di stima, ma ripartirono di nuovo i dubbi e le perplessità.

Ora l’idea è finalmente realtà. E non nasce, come molti di voi potranno pensare, dalle ceneri di questa maledetta crisi, nè da una nostalgia del lontano passato in cui il baratto era l’unica forma di scambio. Nasce per rompere le barriere. Quelle barriere che molto spesso contrappongono le regioni enologiche italiane, e che impediscono il libero scambio dei vini, che influenzano le carte dei vini dei ristoranti e gli scaffali delle enoteche. Nasce anche dall’affollamento della cantina, rindondante di bottiglie comprate quasi sempre alla fonte. E da un’abitudine consolidata qui in studio, di condividere le nuove scoperte e i risultati del nostro personale enoturismo.

Questa la storia e la genesi dell’idea in sintesi. Finisco con un piccolo riassunto: 29 novembre, Rocca di Reggiolo, portate almeno sei bottiglie, scambiate e divertitevi. Seguiranno sorprese e fuochi d’artificio. Stay tuned.

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