La disciplinare del vino Chianti Classico DOCG

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La disciplinare del Chianti classico nasce innanzitutto a tutela di un’eccellenza nostrana.

Come qualsiasi vino meritevole del marchio DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), anche il Chianti Classico è protetto da un severo disciplinare che stabilisce rigidamente le norme per la coltivazione delle uve, la vinificazione e l’imbottigliamento.

Eccellenza tra le eccellenze e orgoglio dei vitigni toscani, dal 1996 il Chianti Classico gode di un proprio disciplinare distinto, rivisto e aggiornato di frequente per assicurarne sempre il massimo della qualità.

Le ultime modifiche sono quelle riportate nel decreto ministeriale dell’8 gennaio 2014. Esaminiamo, allora, quali sono le caratteristiche essenziali che fanno di un vino, un Chianti Classico DOCG degno di portare il blasonato marchio del gallo nero.

Regole certe per gustare il vero Chianti Classico DOCG

Il disciplinare del vino Chianti Classico si articola in varie parti per tutelarne la produzione e la diffusione in ogni fase e garantirne, così, l’assoluta eccellenza e l’aderenza ai criteri stabiliti. Eccone alcuni:

  • l’area di provenienza del Chianti Classico, delineata con precisione, è compresa tra la provincia di Siena e quella di Firenze;
  • i vitigni devono essere composti da Sangiovese in una percentuale che va dall’80 al 100% e disposti sui versanti di particolari terreni collinari a meno di 700 m di altezza;
  • salvo autorizzazione del Ministero per le Politiche Agricole, anche vinificazione, conservazione e invecchiamento devono avvenire nell’area di produzione.

Naturalmente, nel disciplinare non manca una rigida carta d’identità del Chianti Classico DOCG, in cui si indica, oltre al sapore secco e al caratteristico odore fruttato, anche il colore (rosso rubino) e la gradazione alcolica minima di 12,00% vol.

Bottiglia bordolese e fiasco toscano per il Chianti Classico DOCG

Il disciplinare del vino Chianti Classico non trascura nemmeno il confezionamento, che deve avvenire in bottiglie in vetro di tipo bordolese e nei tipici fischi toscani con tappo in sughero; l’uso di altre bottiglie deve essere appositamente autorizzato.

Una cosa è certa: vedendo una bottiglia di Chianti Classico DOCG sulla tavola, si pregusta già il suo sapore unico, perfetto per accompagnare carni alla griglia e formaggi.

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