Sangiovese, “il sangue della Romagna”

sangiovese

Il vitigno Sangiovese ha origini molto antiche, probabilmente etrusche, ma la sua diffusione e le prime tracce scritte risalgono al XVI secolo. Il nome ha una derivazione piuttosto incerta, alcuni sostengono derivi da “sanguegiovese”, ossia “sangue di Giove”, in quanto proveniente dal Monte Giove, nei pressi di Santarcangelo di Romagna, altri lo fanno risalire a forme dialettali che hanno a che fare con San Giovanni Battista, festa che cade nel periodo del suo precoce germogliamento, e c’è infine chi sostiene derivi da “sangiovannese” in quanto originario di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo. Le aree coltivate a Sangiovese coprono circa l’11% della superficie viticola nazionale, cosa che lo rende, insieme alla Barbera, uno dei vitigni italiani più diffusi. Le aree maggiormente interessate sono la Toscana e la Romagna, ma nonostante la sua diffusa e storica presenza nell’area romagnola e tirrenica, possieda parentele con vitigni coltivati nel Sud Italia, soprattutto in Campania e Calabria.

Il grappolo del Sangiovese è medio, compatto e cilindrico-piramidale, e un acino medio-grande di forma ovoidale e buccia color nero-violaceo. È un vitigno a germogliamento medio che predilige terreni collinari, come quelli della Toscana e dell’Emilia Romagna. Il vino ha un retrogusto amarognolo e fruttato, ed è di colore rosso rubino intenso, per questo è anche conosciuto come “il sangue della Romagna”, anche perché si dice che contenga il carattere dei romagnoli: esuberante, robusto e ruvido all’esterno, ma sincero, delicato ed ospitale all’interno.

Numerosi sono i produttori di Sangiovese della zona, tra cui l’azienda vitivinicola Dalfiume Nobilvini, che dal 1949 nel territorio di Castel San Pietro Terme, nel Bolognese, si dedica alla produzione oltre che di Sangiovese, anche di Pignoletto, Trebbiano, Albana, Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Barbera, coniugando moderne tecniche di coltivazione e produzione al rispetto per l’ambiente, che fanno dei suoi vini dei prodotti di indiscussa qualità, all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Il marchio Dalfiume Nobilvini ha infatti una scelta di etichette qualitative ampia, passando dagli Igp tradizionali ai Dop Romagna e dei Colli d’Imola, disponibili in vari formati per coprire le richieste dei consumatori. Tutti i vini, commercializzati sia nel canale Horeca che nella grande distribuzione, sono infatti disponibili sia in bottiglia che in fusti, entrambi alla medesima qualità.

Altro marchio storico del settore è Villa Poggiolo, anche in questo caso la ricerca della massima qualità attraverso le più moderne tecnologie e le più attente ricerche, e la tipicità dei prodotti nel rispetto della tradizione, si fondono insieme per garantire vini di assoluto pregio. Nella linea di produzione oltre al tipico Sangiovese: Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Pignoletto.

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